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IL FRATINO E IL CAVALIERE D’ITALIA A….ZAPPONETA

Il fratino: piccolo trampoliere della spiaggia di Zapponeta

Fratino - Roberto Sauli
  Un corpo piccolo e tozzo, con una testolina tonda dal becco sottile e la caratteristica “mascherina” nera, si aggira veloce tra le dune delle spiagge di ZAPPONETA
Questo piccolissimo trampoliere è in realtà l’emblema dello stato di conservazione delle nostre spiagge. Lo si può scorgere mentre corre velocemente tra le dune e la battigia, con il ventre bianco che fa da contrasto a un piumaggio altrimenti grigio e particolarmente mimetico per gli ambienti sabbiosi prediletti da questo uccello. Un simbolo che serve a ricordare a tutti quanto la spiaggia non sia solo un luogo di vacanza o di relax ma anche un ecosistema molto complesso e dall’equilibrio altrettanto delicato…

Avvistare un fratino è un buon segno: significa che ti trovi in un ambiente in buona salute.

 

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Il cavaliere d’Italia è un uccello acquatico della famiglia dei Recurvirostridi.

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Il cavaliere d’Italia è una specie migratrice e sedentaria presente in tutti i continenti. Nel nostro Paese è estivo e nidificante nelle grandi lagune costiere e negli specchi d’acqua dell’interno, che ovunque costituiscono il suo habitat naturale. Dalle linee assai snelle ed eleganti, è dotato di un becco diritto e sottile e di lunghissime zampe da trampoliere di colore rosa acceso, che lo rendono inconfondibile e gli permettono di camminare in acqua con disinvoltura; quando vola le distende all’indietro, facendole sporgere ben oltre la coda. Il piumaggio è tipicamente nero sul dorso e sulle ali (la cui apertura misura 65-83 cm) e bianco nel resto del corpo, a parte alcune macchie scure sulla nuca e sulla parte superiore del capo. Vi sono però popolazioni completamente nere. Il cavaliere d’Italia si nutre di piccoli invertebrati che cattura sulla superfi cie dell’acqua. Di abitudini coloniali, depone in genere 4 uova, alla cui incubazione provvedono entrambi i genitori per 20-25 giorni. I nidi possono essere di 2 tipi: semplici cunette rivestite di erba e alghe sul terreno umido o nel fango secco delle rive, oppure nidi galleggianti dall’elaborata tessitura, posti nell’acqua bassa delle lagune.